Super-Eddington, a Cagliari torna l’astrofisica estrema

Dal 22 al 26 giugno la città di Cagliari ospita “Breaking the limits 2026” una conferenza scientifica a cura dell’Inaf-Osservatorio […]

Data:
Condividi:
default

Dal 22 al 26 giugno la città di Cagliari ospita “Breaking the limits 2026” una conferenza scientifica a cura
dell’Inaf-Osservatorio Astronomico di Cagliari e dell’Università di Roma Tor Vergata, dedicata al
problema astrofisico del “superamento del limite di Eddington”, ovvero di una soglia di luminosità per
gli oggetti celesti fino a non molto tempo fa ritenuta invalicabile.

Il limite di Eddington consiste nella massima luminosità che in teoria può essere raggiunta da un corpo
celeste (ad esempio una stella o un buco nero) mentre è in “accrescimento”, cioè ha catturato con la
propria forza di gravità dei gas o polveri. Durante la fase di accrescimento coesistono due fattori, ovvero
la gravità dell’oggetto, che attrae la materia verso il centro, e la pressione di radiazione, cioè una
pressione causata dalla luce emessa durante il processo, che va in direzione opposta, verso l’esterno.

“Vicino ad un buco nero, – spiega Matteo Bachetti, astrofisico dell’Inaf di Cagliari co-organizzatore della
conferenza – le particelle dei gas che stanno per caderci dentro iniziano a scontrarsi, a scaldarsi, e ad
emettere luce, tanta più luce quanta più materia c’è. In teoria, si arriva ad un punto in cui la luce emessa
da questa materia è capace di spazzare via il gas in eccesso formando dei venti che scappano dal sistema,
limitando in questo modo l’afflusso di materia verso il buco nero. Questo limite si chiama Limite di
Eddington”.

La derivazione classica del limite di Eddington porta ad una formula molto semplice, in cui questa
massima luminosità dipende praticamente solo dalla massa del corpo celeste. Nella maggior parte delle
sorgenti astronomiche (la maggior parte delle stelle o anche dei buchi neri stellari o supermassicci, etc.)
sembra funzionare. Ma un filone di ricerca andato sotto traccia per qualche decennio, e una serie di
scoperte fatte negli ultimi anni – tra cui la pulsar M82 X-2 scoperta dallo stesso Bachetti o gli "ultra-fast
outflows” su cui lavora l’altro principale organizzatore della conferenza, Francesco Tombesi – hanno
fortemente messo in discussione l’applicabilità universale di questo limite. Campi magnetici elevati,
meccanismi di intrappolamento della luce (photon trapping), inomogeneità nel flusso di materia, e altri
fenomeni possono contribuire, ma al momento non è chiaro in quale misura.

La questione non riguarda solo qualche caso isolato di oggetti “strani", ma diventa fondamentale per
capire alcuni aspetti fondamentali di come l’Universo si è evoluto. Ad esempio, il telescopio spaziale JWST
ha di recente mostrato la presenza di buchi neri “troppo massicci” per la loro età, che devono essere
quindi cresciuti molto più in fretta di quanto il meccanismo dell’accrescimento standard potrebbe
permettere. L’accrescimento "super-Eddington” è uno dei modi più promettenti per spiegare l’evoluzione
dei primi buchi neri e quindi delle prime galassie formatesi attorno ad essi.

Dopo le pionieristiche prime edizioni nel 2016 e 2018, la conferenza Breaking The Limits accoglie nel 2026
nuovamente una settantina di ricercatori da tutto il mondo per discutere di questo appassionante
problema scientifico, il tutto nella eccezionale cornice del centro di Cagliari. Il workshop affronta
l’accrescimento super-Eddington da molteplici prospettive scientifiche, dalla modellizzazione teorica (ad
es. con simulazioni al computer) alle osservazioni multifrequenza di sistemi in accrescimento a tutte le
scale e a tutte le età dell’universo.

Per approfondire:
https://breakingthelimits.github.io/supereddington2026/