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4 DICEMBRE 2015 ore 12:21
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SRT inizia le osservazioni scientifiche

Terminata la fase di test e sviluppo, SRT si apre alla comunità scientifica con un programma di Early Science.
SRT inizia le osservazioni scientifiche
Una delle domande più frequenti durante le visite guidate al Sardinia Radio Telescope riguarda l'inizio della sua operatività: "Ma SRT quando inizierà a fare osservazioni e scoperte?".

Il radio telescopio sardo è stato infatti finora impegnato in una delicata e importante fase di validazione scientifica, una sorta di "collaudo" scientifico che assicurasse che gli strumenti fossero ben tarati e calibrati e nel pieno della loro funzionalità. Ora questa fase di sviluppo e test è completata e SRT può aprirsi alla comunità scientifica.

Lo fa con un bando competitivo, quello che in gergo scientifico viene chiamata una call for proposal, su progetti definiti di Prima Scienza (Early Science Program): pochi grandi progetti di alto profilo scientifico su cui focalizzare gli sforzi del team che opera il telescopio, anche allo scopo di ottimizzare la qualità dei dati raccolti e dei risultati da ottenere.

"Siamo giunti finalmente al termine della prima fase dello sviluppo del telescopio e si inizia con la sua operatività, complemento del duro lavoro di anni, e al tempo stesso inizio della fase di produzione scientifica, la più eccitante e piena di aspettative." dice il Responsabile di SRT Ettore Carretti.

I progetti verranno selezionati a Gennaio da una apposita commissione e le osservazioni cominceranno il 1 Febbraio 2016. Vista la grande aspettativa nella comunità astronomica, è prevedibile che verranno presentati un elevato numero di progetti di alto profilo scientifico tra cui poter scegliere. La selezione porterà auspicabilmente a realizzare da subito grande scienza astronomica, scopo dichiarato di questo gigante della radioastronomia.

"Si tratta di un importante traguardo per la radio astronomia italiana" afferma Nichi D'Amico, Professore Ordinario all'Università di Cagliari eda alcune settimane nuovo Presidente dell'INAF, "un traguardo che ha visto la fruttuosa collaborazione di ricercatori e tecnici localizzati in varie sedi dell'INAF e in vari Atenei, in particolare Bologna e Firenze, oltre che Cagliari, e che costituisce per la Sardegna una grande opportunità di sviluppo".

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